CINEMA E MUSICA
Alfredo Ronci
La Pippa non è pippa affatto: 'Amami' di Arisa.

La Pippa Rosalba, in arte Arisa, è stata la più bella sorpresa del passato Sanremo, presentando un brano 'La notte' di inusitata eleganza per una platea di quel genere. Donde veniva siffatta grazia? Sicuramente da chi la produceva e da chi l'accompagnava orchestralmente sul palco: Mauro Pagani.
Il violinista più creativo ed intelligente del nostro panorama musicale ne ha fatta un'altra delle sue: fregandosene dell'allure un po' sbarazzino della Pippa, le ha confezionato un brano ed un intero album, appunto Amami, che in alcuni momenti lascia affascinati e storditi.
Ha capito inoltre, il violinista più creativo, che se quella voce argentina e melodiosa e apparentemente sbarazzina, la indirizzi verso lidi più intimi e charmant ti ritrovi all'improvviso una delle ugole più deliziose ed irresistibili del mercato indigeno.
Insomma, il cd della Pippa è bello ed inaspettato e la siglatura di Mauro Pagani si avverte sin dal primo brano, quell''Amami' che porta la firma della stessa cantante lucana. In realtà la prima metà del disco, assai minimalista nella proposizione pianistica, quasi quasi stupisce, e la voce dell'Arisa assume una connotazione da vera 'torchista'di classe.
In un'operazione del genere non ci aspetteremmo brani come 'Democrazia' o 'Nel regno di chissà che c'è' che ricalcano pedissequamente le origini della Pippa ('Sincerità' e soprattutto 'Malamoreno') perché se un cambiamento effettivo deve esserci, allora che sia, ma sono solo brevi specchietti per le allodole, per cultori dell'immobilismo più vergine e per quelli sempre più rari delle manifestazioni canore. Sì, brevi momenti di un album che invece riprende subito forza con brani come 'Bene si sta bene' o 'Missiva d'amore' che chiude il lavoro, che oltre ad essere una delle canzoni più belle, porta anch'essa la firma (testo e musica) della Pippa nazionale.
Dite quello che vi pare: che sono comunque operazioni del più bieco commercio, che nulla di illibato si può trovare in siffatte 'imprese', che suono fuochi di paglia e che sono il risultato mercantile di uno sporco mestiere... ok, tutto quello che vi pare, ma personalmente quando Arisa comincia a cantare 'La notte' qualcosa s'incanta e ti lasci andare alla contemplazione più serena.
Il resto, come dico spesso, sono ciance che non hanno valore alcuno.
Arisa
Amami
Warner music - 2012
Il violinista più creativo ed intelligente del nostro panorama musicale ne ha fatta un'altra delle sue: fregandosene dell'allure un po' sbarazzino della Pippa, le ha confezionato un brano ed un intero album, appunto Amami, che in alcuni momenti lascia affascinati e storditi.
Ha capito inoltre, il violinista più creativo, che se quella voce argentina e melodiosa e apparentemente sbarazzina, la indirizzi verso lidi più intimi e charmant ti ritrovi all'improvviso una delle ugole più deliziose ed irresistibili del mercato indigeno.
Insomma, il cd della Pippa è bello ed inaspettato e la siglatura di Mauro Pagani si avverte sin dal primo brano, quell''Amami' che porta la firma della stessa cantante lucana. In realtà la prima metà del disco, assai minimalista nella proposizione pianistica, quasi quasi stupisce, e la voce dell'Arisa assume una connotazione da vera 'torchista'di classe.
In un'operazione del genere non ci aspetteremmo brani come 'Democrazia' o 'Nel regno di chissà che c'è' che ricalcano pedissequamente le origini della Pippa ('Sincerità' e soprattutto 'Malamoreno') perché se un cambiamento effettivo deve esserci, allora che sia, ma sono solo brevi specchietti per le allodole, per cultori dell'immobilismo più vergine e per quelli sempre più rari delle manifestazioni canore. Sì, brevi momenti di un album che invece riprende subito forza con brani come 'Bene si sta bene' o 'Missiva d'amore' che chiude il lavoro, che oltre ad essere una delle canzoni più belle, porta anch'essa la firma (testo e musica) della Pippa nazionale.
Dite quello che vi pare: che sono comunque operazioni del più bieco commercio, che nulla di illibato si può trovare in siffatte 'imprese', che suono fuochi di paglia e che sono il risultato mercantile di uno sporco mestiere... ok, tutto quello che vi pare, ma personalmente quando Arisa comincia a cantare 'La notte' qualcosa s'incanta e ti lasci andare alla contemplazione più serena.
Il resto, come dico spesso, sono ciance che non hanno valore alcuno.
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