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Fiume di tenebra
Fiume di tenebra, l'ultimo volo di Gabriele D'Annunzio. Un romanzo di Massimiliano e Pier Paolo Di Mino
Castelvecchi editore, 2010
Una terra meravigliosa e ribelle sceglie la strada dell'insurrezione, con un poeta a capo della rivolta e un manipolo di anarchici, avventurieri e arditi pronti ad accorrere per sostenere rivendicazioni che parlano di giustizia e di libertà

Roberto Bolaño
Dice Pier Paolo Di Mino nella recensione ad Amuleto (Adelphi): 'Bolaño conosce l'arte del sogno e tutti i trucchi del dada per introdurci senza scampo nella realtà attraverso il bizzarro; oppure nel bizzarro attraverso la realtà: come non goderne?'.
E allora godiamoci questo video, musicale e senza alcuna voce aggiunta, che ricorda lo straordinario scrittore cileno.

Le 'sospettabili convergenze'
Erano gli anni sessanta, la tv era in bianco e nero, e gli italiani, dopo lo scandalo della morte di Wilma Montesi, cominciavano ad abituarsi ai delitti. E soprattutto al Maigret di Gino Cervi. La sigla che vi proponiamo è un tuffo nella nostalgia: ma scorrete i titoli di testa e soprattutto leggete il nome del 'delegato alla produzione'. Un esempio perfetto di 'sospettate' convergenze.

Isabella Santacroce: mani rubate alle solfatare.
Lecito far qualsiasi cosa, sempre nella legalità, ma ci si pone il problema del perché certe 'esternazioni' le si debba far passare per espressioni culturali e non psichiatriche.
Personalmente noi orchi, in tutti questi anni, ci possiamo vantare di non avere mai recensito un libro della Isabella Santacroce né di averla un minimo considerata. Il video lascia, con chiarezza cristallina, intendere le motivazioni.
Lei grida di non essere fotografata. Bene. Ma nulla ci impedisce di spedirla a lavorare nelle solfatare di Girgenti.

Le puzze che 'percepiva' Carmelo Bene
Viviamo un tempo in cui, per calmare gli impulsi pruriginosi delle sue pecorelle smarrite, il Vaticano inasprisce i propri codici di comportamento per tentare di dare un freno al 'fenomeno' della pedofilia. Decisione questa poco 'divina' e molto terrena, come quando uno Stato reazionario attua politiche proibizioniste disconoscendo la sociologia e la psicologia.
E allora aveva ragione Carmelo Bene, durante una puntata del 'Maurizio Costanzo Show' a dire che sentiva una 'certa' puzza.

Un tributo: Lelio Luttazzi
Nel 2006 uscì un disco Per amore che raccoglieva le migliori canzoni scritte da Lelio Luttazzi cantate da un gruppo di artisti italiani (Mina, Dalla, Morandi, De Sica, Arbore, Fiorello). Confermando due cose: la bontà della produzione del maestro triestino e l'assenza, in Italia, di una vera e propria vocalità jazz. Ora Luttazzi è morto: per quelli della mia età, ma sbarazzini, il musicista è quello in bianco e nero di Studio Uno e della 'Hit parade' radiofonica. Per gli altri, che non disdegnano affatto quelle avventure, anzi

Beccato un altro: Giancarlo Majorino.
Beccato un altro poetazzo della domenica: l'inutilità che si permea di versicolare fregnaccia. Giancarlo Majorino: l'autore dell'immortale metrica: ti starò sempre vicino | tette a te vicino | bolle il pentolino | canto dei due Zirli || avevano discusso all'inizio e ma | in un rossore come tra le fiamme | s'è deciso di | levarsi quel fastidio || niente sesso | ma non poté durare e la ragazza ci | voleva vien nel letto, ma con gli slip | togliendo solo il reggipetto.
Disgraziati quei quattro gatti che, in pubblica piazza, lo stanno nel video ad ascoltare.

Se questo è poetare. Omaggio fasullo a Edoardo Sanguineti.
Scrive Sergio Claudio Perrone sul suo sito: 'Sanguineti era uno di quegli intellettuali che negli anni Sessanta teorizzavano la scrittura pur di non imparare a praticarla. Insieme ad Angelo Guglielmi fu uno degli esponenti di punta del neoavanguardistico Gruppo 63, con la differenza che Guglielmi ci avrebbe dato la Raitre dei tempi d'oro, mentre Sanguineti si sarebbe dedicato a insegnare quell'italiano che per lui aveva senso così:

Serietà
Non è forse arrivato il momento di chiedere a questi nostri pen(s)osi intellettuali e scrittori un po' di serietà? O forse non è solo la suddetta categoria a soffrire di mancanza di coerenza?

Terza manipolazione orchesca.
Terza e ultima manipolazione orchesca:Voci, capsule di immagini che vengono ingoiate. Impasticcati di versi, cerchiamo la morte e la fama.
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