RECENSIONI
Walter Siti
Contro l'impegno
Rizzoli, Pag. 265 Euro 14,00
E’ ovvio che uno scrittore, sceneggiatore, saggista, professore, programmatore televisivo e chissà quanto ancora come Walter Siti, si diletti ad esaminare, e in fondo a suggerire, su dove possa andare l’arte dello scrivere ed il suo destino.
Questo volumetto in questione non è nuovo, nel senso che i vari capitoli si sono aggiunti man mano che la questione, per Siti imperante, della letteratura e su cosa bisogna intendere per impegno ha preso il sopravvento.
Cosa dice dunque l’esimio studioso: … per questo la letteratura non può prestarsi a fare da altoparlante a quel che già si crede giusto. La si umilia, così: per questo dare importanza allo stile non è diserzione – non tutte le battaglie si combattono con fucile ed elmetto.
Ed ancora … Invoca per sé non il giudizio esperto del critico o l’amore del lettore appassionato e futuro, ma il clamore contenutistico delle “pagine culturali” e il passaparola sotto l’ombrellone da spiaggia.
Della serie: come dargli torto al Siti nazionale? Ma quel che poco convince nell’analisi dello scrittore (e tutto il resto) è che per giustificare le sue asserzioni si rifà alla carriera letteraria di due personaggi che (lungi dall’essere troppo critico) scrittori a mala pena sono (preferibili più come commentatori politici): Roberto Saviano e Gianrico Carofiglio.
Non mi va di riferire le annose e irritanti questioni che i due portano su cos’è l’impegno e come il Siti tenti di abbattere le tesi per proclamare invece che l’obiettivo della letteratura non è la testimonianza ma l’avventura conoscitiva.
Disturba, se vogliamo, l’idea che da simili protagonisti, possa scaturire il destino o meno dell’arte dello scrivere e le sue conseguenze (per carità, Siti cita altri nomi, come per esempio la Murgia, ma è sui due lazzaroni che si ferma l’ordito del nostro).
Non è un caso che alla fine del libro, per ribadire i suoi concetti, sempre il Siti se la prenda con la televisione (di cui fu anche a suo tempo responsabile) e afferma: Le “storie” televisive o social nascono necessariamente mutilate, addomesticate a fin di bene. Il guaio è che troppo “storie” extraletterarie stingono sulla letteratura, prestandole andamenti, abitudini, modelli di credibilità; molti scrittori hanno cominciato a scrivere come fossero autori televisivi o social media manager in pectore, ossessionati dal problema del messaggio da far passare.
Della serie (ancora!): come dargli torto? Qual è dunque il vero contendere? Che l’impegno lo si trova al di là della risposta dei media o addirittura, nella letteratura, che non vi si trovi. Ma Siti la smetta di parlarci dei demoni parlando necessariamente con Satana.
di Alfredo Ronci
Dello stesso autore

Troppi paradisi
Einaudi, Pag. 425 Euro 18,50E mo', che scrivo? Sì, perché il testo (proust-manniano (e mannaro), nel suo genere d'autobiografia ammalata, inferma di genio - e di trasformazione del buon borghese decadente in lupo grigio discordante amante di fisicatissimi) di Siti incorpora, con buona regola "moderna", la sua propria discussione, dàndosi, e ben giustamente, arie di romanzo saggio - che tuttavia non appàlla, siccome il Nostro è narratore di buon nerbo, e se pubblicasse in economica concorrerebbe con la Tamaro a gran vantaggio dell'acquirente (...)

Autopsia dell'ossessione
Mondadori, Pag. 299 Euro 19.00Credo che a Siti non piaccia granché il cazzo. E su questo si potrebbe disquisire a iosa anche sull'importanza del membro in ambito relazionale. Quel che invece non convince nella sostanza del romanzo (non sulla forma, che come al solito ingrana la quarta sin da subito e non ce n'è per gli altri) è la riducibilità ad un motivo unico, il solito, e che paradossalmente ci spinge a dire che nello scrittore romano il desiderio verso gli uomini non ha nulla a che vedere con l'omosessualità.

Resistere non serve a niente
Rizzoli, Pag. 324 Euro 17,00Nemo profeta in patria, mai adagio è stato più significativo a voler riflettere sul misero sedicesimo posto in classifica nazionale conquistato dal nuovo romanzo di Walter Siti "Resistere non serve niente" edito da Rizzoli. Come ricordava recentemente Giuseppe Genna stiamo assistendo a un'ulteriore divaricazione tra quello che si definisce il successo editoriale e la strada solitaria dei romanzi che riescono a dire ancora qualcosa sulla nostra realtà.

I figli sono finiti.
Rizzoli, Pag. 279 Euro 20,00Omnis homo mendax. Hai voglia a dire. I latini sapevano quel che scrivevano. Tutti gli uomini sono bugiardi. Vero. Persino gli scrittori, anzi, gli scrittori sono dei bugiardi patentati. Tranne qualche eccezione. Walter Siti è una di queste.
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