RECENSIONI
Samir Machado de Machado
Il crimine del buon nazista
Sellerio, Traduzione di Vincenzo Barca, Pag. 187 Euro 14.oo
Diciamo la verità. Nonostante le apparenze sono ancora alla ricerca di un buon noir che mi faccia capire che non siamo arrivati alla fine e che c’è ancora qualcosa da rivedere.
Capisco le fila (poche, visto che ormai i libri si comprano su Amazon e su centinaia di siti diversi) alle librerie in cerca di sensazioni appaganti. Capisco pure che il noir faccia la sua presenza ai premi letterari (anche qui diversi) e che ogni tanta capita pure che qualche intellettuale si disponga per un giudizio positivo sulla costruzione di un “mistero”, ma siamo davvero sicuri che questo possa bastare e possa metterci l’anima in pace?
Per carità è solo una considerazione che mi andava di fare prima di presentarvi un nuovo giallo, esattamente Il crimine del buon nazista presentato, o meglio, riveduto e corretto, da Sellerio e offerto dallo scrittore brasiliano Machado de Machado.
Buffo il titolo e buffo pure l’insieme. Se proprio dovessimo esprimere un giudizio sull’operazione, potremmo dire che siamo di fronte all’ennesima copia di Agatha Christie che, emersa negli ultimi anni, farebbe sicuramente la fine di molti altri imitatori della regina del giallo. Sì perché l’ambiente in cui si svolge è un Graf Zeppelin, quindi confinato e “sicuro” e in più tutti e cinque i protagonisti della storia sono passati in rassegna dall’ispettore di turno, il funzionario berlinese Bruno Brucker, e quindi rivisti al setaccio. Non ultimo i tempi, cioè l’ambientazione temporale che è quella dei primi anni quaranta del vecchio secolo, quando ancora c’era il nazismo. Insomma, tanto per rimanere in tema, una specie di Assassinio sull’Orient Express … con le ali.
Però c’è un ma. Il ma consiste nell’intreccio (raccontato anche con giustezza storica) che prevede la persecuzione nazista degli omosessuali. Persecuzione che ovviamente sta alla base dell’intreccio e soprattutto lascia affiorare una denuncia contro le idee rabbiose e violente del fanatismo di ieri e di oggi (come riportato sapientemente dalla terza di copertina del libro).
Tutto qua, non dico altro.
Riguardo al problema iniziale, il testo di Machado rientra nella serie ironica del caso, e proprio perché ironica, ci sembra, nonostante tutto, molto più originale di altri.
di Eleonora del Poggio
Capisco le fila (poche, visto che ormai i libri si comprano su Amazon e su centinaia di siti diversi) alle librerie in cerca di sensazioni appaganti. Capisco pure che il noir faccia la sua presenza ai premi letterari (anche qui diversi) e che ogni tanta capita pure che qualche intellettuale si disponga per un giudizio positivo sulla costruzione di un “mistero”, ma siamo davvero sicuri che questo possa bastare e possa metterci l’anima in pace?
Per carità è solo una considerazione che mi andava di fare prima di presentarvi un nuovo giallo, esattamente Il crimine del buon nazista presentato, o meglio, riveduto e corretto, da Sellerio e offerto dallo scrittore brasiliano Machado de Machado.
Buffo il titolo e buffo pure l’insieme. Se proprio dovessimo esprimere un giudizio sull’operazione, potremmo dire che siamo di fronte all’ennesima copia di Agatha Christie che, emersa negli ultimi anni, farebbe sicuramente la fine di molti altri imitatori della regina del giallo. Sì perché l’ambiente in cui si svolge è un Graf Zeppelin, quindi confinato e “sicuro” e in più tutti e cinque i protagonisti della storia sono passati in rassegna dall’ispettore di turno, il funzionario berlinese Bruno Brucker, e quindi rivisti al setaccio. Non ultimo i tempi, cioè l’ambientazione temporale che è quella dei primi anni quaranta del vecchio secolo, quando ancora c’era il nazismo. Insomma, tanto per rimanere in tema, una specie di Assassinio sull’Orient Express … con le ali.
Però c’è un ma. Il ma consiste nell’intreccio (raccontato anche con giustezza storica) che prevede la persecuzione nazista degli omosessuali. Persecuzione che ovviamente sta alla base dell’intreccio e soprattutto lascia affiorare una denuncia contro le idee rabbiose e violente del fanatismo di ieri e di oggi (come riportato sapientemente dalla terza di copertina del libro).
Tutto qua, non dico altro.
Riguardo al problema iniziale, il testo di Machado rientra nella serie ironica del caso, e proprio perché ironica, ci sembra, nonostante tutto, molto più originale di altri.
di Eleonora del Poggio
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