RECENSIONI
Vespina Fortuna
Il principe di Udjania
Edizioni l'Oleandro Arga, Pag. 159 Euro 16,00
Gli abitanti di Bellozio sono talmente pigri che non si sforzano nemmeno di dare un nome ai propri figli, ma semplicemente li chiamano per "numero", un numero che corrisponde all'età. Octavius, il piccolo principe di quel paese, un bel giorno decide di fuggire dalla noiosa vita di corte e si rifugia nella casa del mago Telorius, figura immancabile in ogni favola fantasy; gli dirà di chiamarsi semplicemente Sette, perché ha sette anni. Solo l'anno successivo, quando si sarebbe dovuto chiamare Otto, si deciderà per un nome più definitivo: per l'appunto Octavius. Inizia così il romanzo di esordio della scrittrice romana Vespina Fortuna, un fantasy per ragazzi dai molteplici livelli di lettura che strizza l'occhio anche ai grandi.
Certo, se è vero che ognuno di noi ha una propria strada da seguire nella vita, noi stessi possiamo e dobbiamo essere gli artefici del nostro destino. E guai a lasciarsi sopraffare dall'abulia, come gli abitanti assuefatti di Bellozio, in un mondo dove non c'è neppure la televisione.
Il giovane principe Octavius, accompagnato da Telorius (affascinante figura che farà una specie di coming out parlandoci della sua passione d'amore per un altro uomo), percorrerà strade che lo porteranno lontano da casa fino a luoghi che non conosce. Arriverà infine a Liccèa, paese dove tutti si rispettano, i governanti sono retti e illuminati e dove ogni cosa è talmente giusta da risultare quasi irritante. Davvero un paese da fiaba!
Il racconto è coraggioso e il lieto fine d'obbligo. Anche se il nostro protagonista, crescendo, incontrerà strani personaggi e verrà scelto come successore al trono dai sovrani di Liccèa, che non hanno mai potuto avere un figlio maschio ma solo un'unica figlia, Rebecca, che prima di convolare a nozze con Ives, un misterioso marinaio straniero, dovrà fare i conti con il suo ego e i suoi capricci. Un fantasy non è un fantasy se dunque c'è anche un amore travagliato, due rivali che si contendono una bella e il giusto che trionfa sull'usurpatore. Infatti, alla fine i due innamorati, Telorius e Rebecca, vivranno nel nuovo castello edificato da Octavius, intorno al quale nascerà una nuova città: Udjiania. Una dignitosa opera prima per un libro che sarebbe adatto anche a una lettura nelle scuole ma, purtroppo, noi non viviamo nel paese delle favole. O forse sì?
di Adriano Angelini
Certo, se è vero che ognuno di noi ha una propria strada da seguire nella vita, noi stessi possiamo e dobbiamo essere gli artefici del nostro destino. E guai a lasciarsi sopraffare dall'abulia, come gli abitanti assuefatti di Bellozio, in un mondo dove non c'è neppure la televisione.
Il giovane principe Octavius, accompagnato da Telorius (affascinante figura che farà una specie di coming out parlandoci della sua passione d'amore per un altro uomo), percorrerà strade che lo porteranno lontano da casa fino a luoghi che non conosce. Arriverà infine a Liccèa, paese dove tutti si rispettano, i governanti sono retti e illuminati e dove ogni cosa è talmente giusta da risultare quasi irritante. Davvero un paese da fiaba!
Il racconto è coraggioso e il lieto fine d'obbligo. Anche se il nostro protagonista, crescendo, incontrerà strani personaggi e verrà scelto come successore al trono dai sovrani di Liccèa, che non hanno mai potuto avere un figlio maschio ma solo un'unica figlia, Rebecca, che prima di convolare a nozze con Ives, un misterioso marinaio straniero, dovrà fare i conti con il suo ego e i suoi capricci. Un fantasy non è un fantasy se dunque c'è anche un amore travagliato, due rivali che si contendono una bella e il giusto che trionfa sull'usurpatore. Infatti, alla fine i due innamorati, Telorius e Rebecca, vivranno nel nuovo castello edificato da Octavius, intorno al quale nascerà una nuova città: Udjiania. Una dignitosa opera prima per un libro che sarebbe adatto anche a una lettura nelle scuole ma, purtroppo, noi non viviamo nel paese delle favole. O forse sì?
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