RECENSIONI
Bernie McGill
Le parole nell'aria
Bollati Boringhieri, Traduzione di Simona Garavelli, Pag. 240 Euro 17,50
Nuala Byrne è una donna sola e vive sull’isola di Rathlin, nel braccio di mare tra l’Irlanda e la Scozia. La sua famiglia è emigrata anni prima in Canada con la promessa di mandarle un biglietto per il Nuovo Mondo. Gli anni però vanno avanti e con loro l’età e il biglietto non si vede perché le cose dall’altra parte dell’oceano non vanno bene. È per questo che Nuala accetta di sposare il sarto di Rathlin, il signor McQuaid, un uomo secco, stempiato, con il doppio dei suoi anni, che vive insieme a sua sorella Ginny, una zitella acida.
È questa la situazione di partenza di questo bellissimo Le parole nell’aria, romanzo di Bernie McGill pubblicato da Bollati Boringhieri, che dell’autrice irlandese aveva già portato alle stampe La donna che collezionava farfalle.
Siamo alla fine del XIX secolo e Marconi sta facendo esperimenti per la trasmissione dei segnali morse senza fili. Uno dei punti dove istallare la stazione ricevente è proprio l’isola di Rathlin, sul versante nord dell’Irlanda. È qui che vive una piccola comunità che si nutre delle affascinanti leggende del mondo celtico. Nuala appartiene a questa comunità, ma è una donna inquieta, una “sensitiva” che conosce i segreti delle erbe tramandatile dal nonno e ha visioni delle persone defunte. Nuala appartiene perciò a un mondo antico, magico, immerso nelle storie e nelle leggende dove a farla da padrone sono spiriti, fate e pietre magiche. Ma è anche una donna curiosa, intelligente, aperta verso l’esterno, e perciò è inevitabile che quando i tecnici che preparano gli esperimenti di Marconi arrivano sull’isola, lei sia risucchiata in quel “nuovo” mondo. Soprattutto ad attrarla è Gabriel Donati, il caposquadra e con lui avrà una breve relazione.
Costruito con un intreccio temporale magistrale, Le parole nell’aria si rivela ben presto una narrazione che avvolge il lettore in atmosfere incantate. E questa è proprio la sua forza, l’incontro di due mondi, quello premoderno delle leggende nel quale vive l’isola con i suoi abitanti e quello scientifico rappresentato molto bene da Gabriele Donati. Nuala sarà il personaggio che riassume in sé l’incontro-scontro tra questi due mondi fino, in qualche modo, a rimanerne schiacciata. Insomma un romanzo ben costruito, leggibile, che ci proietta nell’incantato paesaggio irlandese. Da leggere.
di Marco Minicangeli @gattospinoso
È questa la situazione di partenza di questo bellissimo Le parole nell’aria, romanzo di Bernie McGill pubblicato da Bollati Boringhieri, che dell’autrice irlandese aveva già portato alle stampe La donna che collezionava farfalle.
Siamo alla fine del XIX secolo e Marconi sta facendo esperimenti per la trasmissione dei segnali morse senza fili. Uno dei punti dove istallare la stazione ricevente è proprio l’isola di Rathlin, sul versante nord dell’Irlanda. È qui che vive una piccola comunità che si nutre delle affascinanti leggende del mondo celtico. Nuala appartiene a questa comunità, ma è una donna inquieta, una “sensitiva” che conosce i segreti delle erbe tramandatile dal nonno e ha visioni delle persone defunte. Nuala appartiene perciò a un mondo antico, magico, immerso nelle storie e nelle leggende dove a farla da padrone sono spiriti, fate e pietre magiche. Ma è anche una donna curiosa, intelligente, aperta verso l’esterno, e perciò è inevitabile che quando i tecnici che preparano gli esperimenti di Marconi arrivano sull’isola, lei sia risucchiata in quel “nuovo” mondo. Soprattutto ad attrarla è Gabriel Donati, il caposquadra e con lui avrà una breve relazione.
Costruito con un intreccio temporale magistrale, Le parole nell’aria si rivela ben presto una narrazione che avvolge il lettore in atmosfere incantate. E questa è proprio la sua forza, l’incontro di due mondi, quello premoderno delle leggende nel quale vive l’isola con i suoi abitanti e quello scientifico rappresentato molto bene da Gabriele Donati. Nuala sarà il personaggio che riassume in sé l’incontro-scontro tra questi due mondi fino, in qualche modo, a rimanerne schiacciata. Insomma un romanzo ben costruito, leggibile, che ci proietta nell’incantato paesaggio irlandese. Da leggere.
di Marco Minicangeli @gattospinoso
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