RECENSIONI
David M.Friedman
Storia del pene. Da Adamo al Viagra
Castelvecchi, Pag. 331 Euro 16,50
"Soffrivo le pene per colpa del mio pene", cantava Elio con le sue storie Tese nella canzone manifesto John Holmes, maschio che poi ha fatto fortuna grazie alla sua sfortuna.
Un incipit che sembrerebbe non c'entrarci un niente (altri lo direbbero, in maniera più aderente al titolo di cui stiamo per parlare, ma in modo più volgare "un cazzo"), ma che in realtà calza a pennello (qui ormai non la finiamo più con i doppi sensi) a siffatto libro.
Il libro sul nostro amato compagno di avventure, e spesso di disavventure, potrebbe apparire la solita stupidata ma in realtà si rivela uno studio serissimo che attraversa in maniera popolar/edotta 2.500 anni di storia occidentale. Se vogliamo fallocentrica, puntando l'obiettivo su mitologia, psicoanalisi, scienza medica, relazioni interpersonali.
Il pene, non ce ne voglia nessuno, sembra essere sulla bocca di tutti, grazie anche ai mutamenti sociali che hanno accompagnato la sua evoluzione ( e "dimensione") fino a portarlo ad essere un oggetto, a volte, un feticcio, altre, uno splendido confidente, altre ancora.
Chi di noi maschietti (ma teniamo da conto anche le sante donne) non ha sofferto le pene per colpa del proprio pene? E non ha fatto soffrire il pene ai propri compagni di letto o avventure?
Ecco dunque il penitente e pendulo amico descritto in tutte le sue sfaccettature e visioni.Eccessivo: nella piccolezza, nella grandezza. Condiviso: oramai ci sono troppe donne "cazzute" o con "l'attributo". Pubblicizzato: il favoloso anello vibrante che viene offerto in dono dalla Durex. Artistico: con una linea liberty coloratissima e alata. E' protagonista assoluto di tutti i campi umani.
Troppo spesso ci siamo trovati a guardare "giù" e a porci un'infinità di domande, domande alle quali Friedman dà risposte di ampio respiro, di lunghe vedute, di larghe intese. Eccoci quindi, a rabbrividire per i vecchi rimedi che prevedevano l'elettrizzazione degli impotenti, ad appassionarci per le vicende legali che si sono risolte grazie a perizie e vanti, a fare un salto nella letteratura con De Sade e insomma a capire sempre di più che il nostro pene siamo noi.
Il colto studioso ci regala momenti in cui sorrideremo sornioni, inorgogliti, affranti, stupefatti e alla fine della lettura ci sentiremo ancora più solidali con il pendulo fratello che ci portiamo dietro, che spesso ci parla e il più delle volte non sappiamo capire.
Fino ad ora naturalmente.
di Alex Pietrogiacomi
Un incipit che sembrerebbe non c'entrarci un niente (altri lo direbbero, in maniera più aderente al titolo di cui stiamo per parlare, ma in modo più volgare "un cazzo"), ma che in realtà calza a pennello (qui ormai non la finiamo più con i doppi sensi) a siffatto libro.
Il libro sul nostro amato compagno di avventure, e spesso di disavventure, potrebbe apparire la solita stupidata ma in realtà si rivela uno studio serissimo che attraversa in maniera popolar/edotta 2.500 anni di storia occidentale. Se vogliamo fallocentrica, puntando l'obiettivo su mitologia, psicoanalisi, scienza medica, relazioni interpersonali.
Il pene, non ce ne voglia nessuno, sembra essere sulla bocca di tutti, grazie anche ai mutamenti sociali che hanno accompagnato la sua evoluzione ( e "dimensione") fino a portarlo ad essere un oggetto, a volte, un feticcio, altre, uno splendido confidente, altre ancora.
Chi di noi maschietti (ma teniamo da conto anche le sante donne) non ha sofferto le pene per colpa del proprio pene? E non ha fatto soffrire il pene ai propri compagni di letto o avventure?
Ecco dunque il penitente e pendulo amico descritto in tutte le sue sfaccettature e visioni.Eccessivo: nella piccolezza, nella grandezza. Condiviso: oramai ci sono troppe donne "cazzute" o con "l'attributo". Pubblicizzato: il favoloso anello vibrante che viene offerto in dono dalla Durex. Artistico: con una linea liberty coloratissima e alata. E' protagonista assoluto di tutti i campi umani.
Troppo spesso ci siamo trovati a guardare "giù" e a porci un'infinità di domande, domande alle quali Friedman dà risposte di ampio respiro, di lunghe vedute, di larghe intese. Eccoci quindi, a rabbrividire per i vecchi rimedi che prevedevano l'elettrizzazione degli impotenti, ad appassionarci per le vicende legali che si sono risolte grazie a perizie e vanti, a fare un salto nella letteratura con De Sade e insomma a capire sempre di più che il nostro pene siamo noi.
Il colto studioso ci regala momenti in cui sorrideremo sornioni, inorgogliti, affranti, stupefatti e alla fine della lettura ci sentiremo ancora più solidali con il pendulo fratello che ci portiamo dietro, che spesso ci parla e il più delle volte non sappiamo capire.
Fino ad ora naturalmente.
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