RECENSIONI
Morley Callaghan
Tre amanti
BUR, Pag.126 Euro 8,40
Continuo a ripetere che la collana della Bur 'Scrittori contemporanei' è uno scrigno di valore inestimabile. E non è la prima volta che lo diciamo, quindi prendete appunti e valutate.
Stavolta è il turno di uno scrittore americano poco conosciuto in Italia (la cattiva abitudine delle case editrici italiane è quello di pensare di essere uniche: quando sulla quarta di copertina c'è scritto 'vera star della letteratura mondiale, ma quasi sconosciuto in Italia' non vuol dire che quello che avete tra le mani sia esemplare unico, basta farsi un giro per scoprire che Callaghan era stato pubblicato quasi vent'anni fa già dal Melangolo e molto più recente da Excelsior 1881) che possiede indubbie capacità di mimetismo.
Siamo più chiari: alcune note biografiche ci suggeriscono che fosse molto amico di Hemingway e che all'improvviso la loro amicizia terminò dopo che lo stesso Callaghan mandò al tappeto l'autore di Fiesta durante un incontro di boxe arbitrato da F.S. Fitzgerald, precludendo così qualsiasi altro tipo di confronto (e all'anima del confronto!).
Questa raccolta di brevi racconti ci suggerisce al contrario un autore 'umile', non aggressivo, che di certo non immagineresti mai alla prese con imprese sportive personali e tanto meno con situazioni dove è la forza a prendere il sopravvento.
La vitalità dei personaggi delle sue storie, come dice giustamente Antonio Pascale nella postfazione, non sta nell'architettura della vicenda, ma semplicemente nell'emozione: diciamo che una volta identificato il sentimento, questo come un'aureola cerchia il perimetro dei personaggi o forma una specie di nebbiolina che avvolge e nasconde la fine.
Sia che si tratti di un'amicizia che riprende vita dopo un'incomprensione di tanti anni prima ('Un vecchio litigio'), sia che si tratti del rapporto di una madre col figlio che ha commesso un furto nel negozio dove lavora ('Tutti gli anni di una vita'), sia che riguardi una vecchia storia d'amore e di un uomo che va a riprendersi la donna precedentemente abbandonata ('Tre amanti'), sia che racconti di una notte 'brava' di due giovani ragazzi che si accorgono di aver fatto tardi ('Una notte di primavera'), sia che ci si affascini con una storia di disillusione dove un ragazzo regala calze di seta al suo amore, ma questo se ne frega perché fa la 'vita' ('Calze di seta'), Callaghan cattura il lettore non nella definizione della storia, ma nei tratti emozionali dei protagonisti. Tratti emozionali che non sono nemmeno espressioni di un'improvvisa ed inattesa luce esistenziale, ma semplici manifestazioni del vivere quotidiano.
Definire Callaghan lo scrittore del 'quotidiano' potrebbe essere un limite, ma è qualcosa che gli si avvicina pericolosamente. Non facciamo fatica a pensare che nelle altre sue opere (e che da questo momento ci preoccupiamo di cercare), anche romanzi, quel che esca fuori non sia poi la ricerca di un intreccio perfetto e compiuto, quanto la rappresentazione dell'orgoglio dei sensi, anche quando le persone che lo esprimono hanno modesta considerazione di loro stessi.
di Alfredo Ronci
Stavolta è il turno di uno scrittore americano poco conosciuto in Italia (la cattiva abitudine delle case editrici italiane è quello di pensare di essere uniche: quando sulla quarta di copertina c'è scritto 'vera star della letteratura mondiale, ma quasi sconosciuto in Italia' non vuol dire che quello che avete tra le mani sia esemplare unico, basta farsi un giro per scoprire che Callaghan era stato pubblicato quasi vent'anni fa già dal Melangolo e molto più recente da Excelsior 1881) che possiede indubbie capacità di mimetismo.
Siamo più chiari: alcune note biografiche ci suggeriscono che fosse molto amico di Hemingway e che all'improvviso la loro amicizia terminò dopo che lo stesso Callaghan mandò al tappeto l'autore di Fiesta durante un incontro di boxe arbitrato da F.S. Fitzgerald, precludendo così qualsiasi altro tipo di confronto (e all'anima del confronto!).
Questa raccolta di brevi racconti ci suggerisce al contrario un autore 'umile', non aggressivo, che di certo non immagineresti mai alla prese con imprese sportive personali e tanto meno con situazioni dove è la forza a prendere il sopravvento.
La vitalità dei personaggi delle sue storie, come dice giustamente Antonio Pascale nella postfazione, non sta nell'architettura della vicenda, ma semplicemente nell'emozione: diciamo che una volta identificato il sentimento, questo come un'aureola cerchia il perimetro dei personaggi o forma una specie di nebbiolina che avvolge e nasconde la fine.
Sia che si tratti di un'amicizia che riprende vita dopo un'incomprensione di tanti anni prima ('Un vecchio litigio'), sia che si tratti del rapporto di una madre col figlio che ha commesso un furto nel negozio dove lavora ('Tutti gli anni di una vita'), sia che riguardi una vecchia storia d'amore e di un uomo che va a riprendersi la donna precedentemente abbandonata ('Tre amanti'), sia che racconti di una notte 'brava' di due giovani ragazzi che si accorgono di aver fatto tardi ('Una notte di primavera'), sia che ci si affascini con una storia di disillusione dove un ragazzo regala calze di seta al suo amore, ma questo se ne frega perché fa la 'vita' ('Calze di seta'), Callaghan cattura il lettore non nella definizione della storia, ma nei tratti emozionali dei protagonisti. Tratti emozionali che non sono nemmeno espressioni di un'improvvisa ed inattesa luce esistenziale, ma semplici manifestazioni del vivere quotidiano.
Definire Callaghan lo scrittore del 'quotidiano' potrebbe essere un limite, ma è qualcosa che gli si avvicina pericolosamente. Non facciamo fatica a pensare che nelle altre sue opere (e che da questo momento ci preoccupiamo di cercare), anche romanzi, quel che esca fuori non sia poi la ricerca di un intreccio perfetto e compiuto, quanto la rappresentazione dell'orgoglio dei sensi, anche quando le persone che lo esprimono hanno modesta considerazione di loro stessi.
di Alfredo Ronci
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