Cinema e Musica

Il fascino acustico di Cassandra Wilson: 'Another country'.
Cosa è rimasto della genia delle cantanti jazz? Poco e niente, rispetto soprattutto ai fulgori degli anni quaranta, cinquanta e sessanta del secolo scorso.
Parlare di Cassandra Wilson come 'solo' cantante jazz è un poco riduttivo, perché è anche cantautrice e 'organizzatrice' dei suoi lavori ma, nonostante ciò, e devo essere sincero, negli ultimi anni avevo smesso di seguirla (nonostante il 'Times' l'abbia definita qualche tempo fa America's best singer)

Rave forever: 'The Expand Your Mind' di Roberto Milanesi e Mike Anderson.
Cantori, rimatori e i poeti, da sempre, hanno sentito il bisogno di essere accompagnati dalla musica, non solo note scritte sul pentagramma, ma suoni della natura, della città, sound mescolati a voci e sospiri, rumori, arpeggi e accordi amalgamati con lo stridio di una sega circolare, il ronfare di un animale, la voce del mare e delle galassie e onomatopeici richiami per comporre, "performare" e così aderire ad un contesto dell'anima e dell'esistenza.

Etica e libertà oltre il deserto dei pixel: "Bella addormentata" di Bellocchio
Bellocchio prende le distanze dall'Italia facile e caciarona dei salotti televisivi, e ci ricorda con cupa delicatezza cosa significhi distaccarsi dalla gogna mediatica, nata in seno al chiacchiericcio superficiale e utilitaristico a cui ci siamo pigramente abituati.
Siamo nel Febbraio 2009, Beppino Englaro, padre di Eluana che è in coma da 17 anni, fa condurre la figlia a Udine in una struttura in cui sono presenti medici disposti a interrompere il trattamento.

L'alieno è tornato: 'Cut the world' di Antony and the Johnsons.
Lui è un alieno, è una creatura celestiale, è il nostro incubo nipponico (vedere foto all'interno), è la nostra matrona, il nostro sogno irrequieto, il nostro contatto con l'altra dimensione.
Antony è tornato con un'opera dal vivo, registrata il 2 e il 3 settembre del 2011, ma che non sembra dal vivo ed accompagnato dalla Danish National Chamber Orchestra.
Onestamente quando un'artista rielabora le sue migliori cose e si fa armonizzare da un'intera orchestra arriccio un po' il naso,

Reggae Party con l'outsider: 'Rebirth ' di Jimmy Cliff
E' ora di muovere le natiche gente perchè è tornato Jimmy Cliff, ammesso che sia mai andato via, lui è qui con una rinata e risorta vitalità che riporta a quel verso di 'The harder they come the harder they fall': "... and I'll keep on fightin' for the things I want... "! Sì, la vocazione sociale, creativa e collettiva di questo 64enne non si è mai spenta e vi vedo già coi vostri lumini agitarvi, ancheggiare al ritmo lacrimevole ma caldo e sostenuto di 'Cry no more', che mi piace il giusto con il mondo a capasotto di 'World Upside Down' perché c'è di meglio in Rebirth nato in sintonia con quel punk dei Rancid, Tim Armstrong.

L'ex corvo vola a ritroso: 'Big moon ritual' dei Chris Robinson Brotherhood.
Nel titolo ho scritto ex, ma davvero non so, e non sto dietro a gossip del genere, se Chris Robinson, cantante ed anima del Black Crowes, ha lasciato il gruppo, certo è che come spirito irrequieto e stimolante si da molto da fare.
Chris Robinson Brotherhood è un progetto non nuovo, ma nel corso del tempo ha sempre più assunto le sembianze di una band rincorsa da fantasmi degli anni sessanta/settanta.
Personalmente ho un po' aspettato la segnalazione di questo disco, dopo però averlo ascoltato attentamente, per vedere e leggere le solite nenie enumeratrici dei vari blog o siti musicali.

Le brume dark del ritorno dei Dead Can Dance: 'Anastasis'.
Diciamocela anche per scherzare: se nel mondo esistono eserciti d'individui vestiti di nero con indosso un sacco di ammennicoli lo dobbiamo anche ai due dei Dead Can Dance che, con la loro musica, hanno in qualche modo sdoganato una certa propensione giovanile all'oscurità e al facile maledettismo. Però celiando non possiamo non ammettere che Brendan Perry e Lisa Gerrard ci sanno veramente fare (soprattutto il primo!).

Da una profonda insanity, la purezza della poesia: 'Toward the low sun' dei Dirty Three
Li abbiamo visti in Italia, da poco, in tour con performance coinvolgenti che evocano atmosfere cavernose ed esclusive da club: nicchie di aderenza a qualcosa dal sound speciale, pensiero e versi in musica. Infatti, il trio dei Dirty Three si esprime con gli accordi; in passato ha tentato l'accidentato sentiero del canto senza ottimi risultati di mercato, ma a me piacevano lo stesso.

Non c'è bisogno di raddoppiare il nome per essere sempre grandi: 'Tucson' dei Giant Giant Sand.
Vai a sapere perché Howe Gelb ha raddoppiato il nome della band passando da 'Giant Sand' a 'Giant Giant Sand'. Qualsiasi spiegazione, a me, risulterebbe una facezia, perché quel che mi interessa è la qualità della musica, e qui c'è poco da contestare.
Gelb lo ritengo uno delle menti più sottili del panorama musicale e la sorpresa dell'anno scorso, Alegrias (che avevo valutato come uno dei migliori dischi dell'anno) con la sua band di gitani, mi aveva confermato la sua duttilità e la sua creatività, pur mantenendo una coerenza formidabile ed inattaccabile.

Allevi, nostro bersaglio preferito.
Giovanni Boldini 1842-1931 è un magnifico e furbo illustratore dalla tecnica impeccabile, a cui bisogna riconoscere un'invenzione apparentemente banale, in realtà formidabile, che ha fatto la sua fortuna. Nei suoi ritratti (non ha dipinto altro tutta la vita) allunga le figure, un po' come El Greco, solo che quelle del Greco sono tragiche o mistiche, quelle di Boldini fatue ed eleganti. Ora, siccome desiderio supremo di tutte le dame e i dandy che si fanno fare il ritratto è sempre stato, allora come adesso, di apparire più magri e più alti, ecco che un quadro di Boldini diventava lo specchio delle loro brame.
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