RECENSIONI
Francesco Grasso
La moglie di Dio
Ensemble, Pag. 152 Euro 12,00
Roma. È estate e fa un gran caldo. Siamo in un normalissimo condominio quando a rompere la pace mattutina arriva un’ambulanza chiamata qualcuno che abita nel palazzo. Gli infermieri si dirigono spediti presso l’appartamento dove vivono le sorelle Sangallo, nobili calabresi decadute figlie del barone Girolamo.
Inizia così La moglie di Dio, l’ultimo romanzo di Francesco Grasso, autore prolifico che in passati ha vinto ben due “Premi Urania” Mondadori e che da qualche tempo si è dedicato (non senza successo) al romanzo storico. Varrà la pena ricordare, per chi non li avesse letti, Il re bianco del Madacascar (Ensemble) e Il matematico che sfidò Roma (Edizioni 0111).
Attirati dal trambusto gli inquilini del palazzo corrono davanti alla porta delle due sorelle per capire cos’è avvenuto. Tra questi c’è anche il narratore, che poi altri non è che l’amministratore del palazzo, di cui l’autore non ci rivelerà mai il nome.
La porta si apre e davanti agli occhi degli infermieri compare uno spettacolo assurdo e rivoltante al tempo stesso: sul letto c’è il cadavere di una delle due sorelle morta d’inedia, il femore rotto, coperta di pus e ormai in decomposizione. La scena orribile è descritta in modo magistrale e ricorda vagamente Seven, il celebre film di David Fincher. Esagerato? Insomma leggete qui: “(…) le ha cacciato in gola un pugno di quei maledetti centrini e le ha chiuso la bocca con nastro da imballaggio. Le ha tolto il bavaglio solo quando ha visto che non aveva più la forza di gridare. E nello strappare il nastro le ha portato via mezzo labbro inferiore”.
Ma come siamo arrivati a questo, com’è stato possibile? A raccontare una storia che torna indietro di molti anni, fino a proiettarci in una sorta di medioevo calabrese dove si parla una lingua di provenienza greca, ci pensa un manoscritto, una sorta di diario che l’Amministratore trova in casa e spinto dalla curiosità inizia a leggere. Veniamo così a conoscenza della vita che queste sorelle hanno condotto fin dalla più tenera età e dello strano rancore che si è istaurato tra le due.
Di più non diciamo, perché La moglie di Dio è il romanzo è talmente agile e, tutto sommato, divertente che non potete non leggerlo. Coinvolgente.
di Marco Minicangeli
Inizia così La moglie di Dio, l’ultimo romanzo di Francesco Grasso, autore prolifico che in passati ha vinto ben due “Premi Urania” Mondadori e che da qualche tempo si è dedicato (non senza successo) al romanzo storico. Varrà la pena ricordare, per chi non li avesse letti, Il re bianco del Madacascar (Ensemble) e Il matematico che sfidò Roma (Edizioni 0111).
Attirati dal trambusto gli inquilini del palazzo corrono davanti alla porta delle due sorelle per capire cos’è avvenuto. Tra questi c’è anche il narratore, che poi altri non è che l’amministratore del palazzo, di cui l’autore non ci rivelerà mai il nome.
La porta si apre e davanti agli occhi degli infermieri compare uno spettacolo assurdo e rivoltante al tempo stesso: sul letto c’è il cadavere di una delle due sorelle morta d’inedia, il femore rotto, coperta di pus e ormai in decomposizione. La scena orribile è descritta in modo magistrale e ricorda vagamente Seven, il celebre film di David Fincher. Esagerato? Insomma leggete qui: “(…) le ha cacciato in gola un pugno di quei maledetti centrini e le ha chiuso la bocca con nastro da imballaggio. Le ha tolto il bavaglio solo quando ha visto che non aveva più la forza di gridare. E nello strappare il nastro le ha portato via mezzo labbro inferiore”.
Ma come siamo arrivati a questo, com’è stato possibile? A raccontare una storia che torna indietro di molti anni, fino a proiettarci in una sorta di medioevo calabrese dove si parla una lingua di provenienza greca, ci pensa un manoscritto, una sorta di diario che l’Amministratore trova in casa e spinto dalla curiosità inizia a leggere. Veniamo così a conoscenza della vita che queste sorelle hanno condotto fin dalla più tenera età e dello strano rancore che si è istaurato tra le due.
Di più non diciamo, perché La moglie di Dio è il romanzo è talmente agile e, tutto sommato, divertente che non potete non leggerlo. Coinvolgente.
di Marco Minicangeli
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