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Il Paradiso degli Orchi
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Cinema e Musica

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Adriano Angelini Sut

Morrissey non si smentisce. Il nuovo album o piace o non piace. E se provassimo a stare nel mezzo?

D'accordo non è “You Are The Quarry”. Il nuovo album dell'eterno ex front-man degli Smiths, “World Peace is None of Your Business” già dal titolo disorienta. Cinque anni di assenza sono tanti, soprattutto se finora ha sbagliato pochissimo nella sua stupefacente carriera solista.

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Adriano Angelini Sut

Xscape, il disco di inediti di Michael Jackson è un grande regalo al mondo della musica.

A dirigere il team di DJ produttori preposti “all'aggiornamento” delle otto tracce di Michael scelte per comporre il disco viene chiamato Timbaland. Fra di essi Rodney Jerkins, produttore storico di star come Jennifer Lopez, Whitney Houston e Britney Spears.

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Pina D'Aria

Chicche su chicche e super chicche per un maturo leone: LIFE JOURNEY di Leon Russell.

Non ci sono poche sorprese nel cd di Claude Russell Bridges detto Leon Russell. Ora si potrebbe pensare a testi escogitati di fresco e new groove, invece, troviamo delle vecchie canzoni rifatte magistralmente con quel tocco di sapiente e matura disinvoltura di un vecchio, sempre ruggente, leone di gran classe.

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Adriano Angelini Sut

Luminous conferma che gli Horrors al momento non hanno rivali.

La band di Faris Badwan doveva fare i conti con un sound passato dalla ruggine post indie punk a una dolcezza indie-spaziale, ai momenti psichedelici ragionati, intensi con cui Skying aveva incantato.

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Alfredo Ronci

Il bimbo triste.

SE n’è parlato molto. Hanno detto di tutto e di più. E finalmente è arrivato il momento che ce ne interessassimo anche noi.

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Pina D'Aria

Weird&cosmic: 'The soul of all natural things' di Linda Perhacs

Allargare i confini della coscienza si poneva come inizio della rivolta, poi ogni hippie ha scelto un percorso per la propria evoluzione personale, individuale, identitaria, senza però prescindere dalla musica, dalla natura, dall’amore, dalle empatiche sfere del contatto, o dalla controinformazione.

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Pina D'Aria

Nitido e tormentato, lirico, per niente nostalgico, genere new folk: CROZ di David Crosby.

Poco più che settantenne, Crosby è terso nel dire, canta con voce morbida, il suo è un ritorno alla grande, con garbo, con quella lucidità laica che lo ha sempre contraddistinto. La solarità della musica californiana in Croz prende strade più ombreggiate, mai veramente ombrose, né tantomeno cupe, o scontate.

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Pina D'Aria

Brilli ma non troppo: " Americana " di Neil Young e i Crazy Horse

Spazzate dalla mente Nashville e il country, evitate paragoni con Guthrie, Cash e compagnia bella, tornate, se ci riuscite, alla prateria e alla frontiera, alla carovana, ma in quell'atmosfera, anziché dei cafoni alla ricerca dell'eldorado, piazzateci Americana la miscellanea folk di Neil Young e i Crazy Horse al completo. Immaginate perciò gli evoluti coloni, quali si mostrano questi artisti, che se ne intendono di cultura peyotil e di psikedelia, riprendere allegramente le ballate di una tradizione nord europea che si è poi radicata negli USA.

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Alfredo Ronci

Stavolta è andata meglio: Tributo a Ivan Graziani.

Sì, è andata dignitosamente bene, perché in genere gli omaggi che si fanno ai cantanti spesso funzionano come le crestomazie nel campo letterario: mica tutto può andare liscio, mica tutto può brillare come fosse lavato col Dash.
Intanto ci fa piacere che l'artista a cui va il tributo sia Ivan Graziani. Ahinoi troppo presto scomparso, ha lasciato, forse ancor più di altri artisti sopravvalutati (uno tra tutti: Rino Gaetano), una manciata di canzoni che superano di gran lunga l'incedere del tempo e sanno trasmettere ancor oggi emozioni cristalline e sincere.

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Pina D'Aria

La liceale interpreta l'hipster: 'Norma Deloris Egstrom – A Tribute To Peggy Lee' di Jessica Pilnas

Jessica Pilnas è buona per i saggi d'istituto e per i viking pub. E' un po' troppo pompata dal produttore che dichiara e fa dire a certuni che la scolara abbia una qualche affinità con Peggy Lee, al secolo, Norma Deloris Egstrom. Entrambe svedesi, ma non mi sembra esservi dell'altro. La Pilnas è una pop singer che si studia una parte, Peggy Lee era una bopper, scendeva nel groove, lo scavava, lo riportava in aria con una timbrica non fasulla, dallo spettro inondante e sensuale: hot jazz per l'appunto e non seghe ai grilli!

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